Un mezzo passo falso è lo start ideale per El loco Bielsa, per iniziare il suo percorso mondiale. E se a questo si aggiunge l’insofferenza, tipica dell’argentino, verso questo mondiale americano, il pranzo è servito per stupire il calcio in questa estate mondiale 2026.
Alla guida della Nazionale uruguaiana, l’allenatore di Rosario, non ha intenzione di derogare ai suoi principi di calcio; impressionare con un calcio verticale e improvviso, per poi ripartire con una nuova avventura. Perché una cosa è certa dello stile di Bielsa, c’è sempre una nuova sfida da cui ripartire, meglio ancora se la sfida è tremendamente ostica.
Ma è la storia di Marcelo Bielsa a creare il mito, sempre ammantata da un romanticismo beffardo; figlio di una famiglia borghese argentina, il fratello, già ministro degli Esteri, viene sequestrato e torturato dal regime di Videla. E in quel periodo che El Loco inizia a formarsi a quel calcio rivoluzionario che impatterà in Sudamerica a metà degli anni ’90.
Esiste una peculiarità di Bielsa, che è ancora più importante rispetto al calcio che le sue squadre professano: pianta sempre il seme per un futuro non banale. In Argentina, a metà anni ’90, scova talenti come Balbo, Sensini e un ipertricotico Batistuta. Alla guida del Cile dà vita alla generazione d’oro, che porta successivamente la nazionale, la Roja, a vincere la Coppa America. In Europa, il suo Athletic Bilbao è l’azzardo più affascinante in un calcio dove Messi e Ronaldo dettano legge. A proposito, un calciatore di quella squadra basca è un tale Iraola, oggi nuovo allenatore del Liverpool.
Marsiglia, piazza mai tranquilla, si incendia già alla prima conferenza stampa di Bielsa: l’argentino ne ha per tutti e a fine stagione arriva secondo, alle spalle del PSG.
Il soprannome “El Loco” deriva da un episodio: dopo una sconfitta in casa del suo Newll’s, i tifosi contestano aspramente mister e calciatori. Bilesa, allora, per disperdere la folla affronta gli stessi tifosi con in mano una bomba. I contestatori si disperdono immediatamente e qui inizia il mito de El Loco, che a fine stagione conquisterà una finale di Libertadores.
Oggi, i dettami del calcio geometrico di Bielsa sono sbarcati in Uruguay, la nazione in cui gli ovini sono la maggioranza rispetto agli esseri umani, la nazione del grande Presidente Pepe Mujca.
Non un semplice allenatore di calcio (e scopritore di giovani talenti del calcio argentino e internazionale) , ma un ”santone”, capace di cambiare il destino di chi, pur avendo le capacità, non riesce ad emergere.
3-3-1-3, questo è il prefisso a cui bisogna telefonare per fare esplodere in questa estate pallonara la garra charrua.
E se Bielsa, dopo i mondiali, fosse nominato nuovo C.T. dell’Italia con la supervisione di tutte le nazionali? Perché Bielsa non allena mai per soldi, ma per passione.
Ma soprattutto, la differenza che caratterizza Bielsa, è nel seme che viene piantato.
Ro. Millà
